Lo sapevi che...

...L'arte del carrozziere esce con il martello in mano. Non c'e da fare gli schizzinosi: non importa se siamo ormai nel 2020.
Qui c'e ancora tanto olio di gomito. Alla fine della giornata il carrozziere è sfinito. Perchè è un lavoro che richiede sforzo fisico ma anche sforzo mentale. Non si schiaccia un tasto, per ottenere il risultato finale. No. Lo si ottiene modellando, lavorando, forzando, accarezzando parti di lamiera.
Assistere a un'operazione di raddrizzamento è sempre interessante: ci sono alcune "formine" metalliche, da far aderire all'interno della parte ammaccata, contro cui battere con il martello sulla parte esterna. Sono formine che rendono la parte piatta e che fanno assumere anche le giuste bombature alla carrozzeria. Ci sono parti, però, dove non è possibile mettere la formina interna, magari perchè in quel punto passa un braccio del telaio o perchè è un punto particolarmente scomodo. In quel caso, allora, ci sono strumenti magici (e come chiamarli altrimenti?), tipo quello strano braccio la cui punta si salda alla parte ammaccata consentendo al carrozziere di tirarla in fuori, come fosse un pezzettino di carta appallottolato, da stendere di nuovo. Poi, una semi rotazione del polso, e la parte stacca.
Ma il momento più affascinante di tutto il lavoro, è la rifinitura. Il passaggio dello stucco (meno se ne mette, meglio è: per non fare risultare differenze di livello sotto la vernice) per appiattire le asperità. E poi la verniciatura. Nel forno. Anche la verniciatura è un'arte. Perchè riguarda l'aspetto estetico, e dunque quello forse meno importante dal punto di vista dell'efficienza, ma più visibile. Anche qui conta la mano dell'artista. I movimenti con la pistola a spruzzo, omogenei e fermi.
La miscela dei colori per ottenere un risultato uguale all'originale. I tempi di essicazione.
La scoperta di nuove frontiere come la vernice ad acqua. Carrozziere, mestiere anche pesante.
Sottoposto a rumori e rischi. Schegge, lapilli di saldatura, trancia lamiere da utilizzare con perizia, fumi e odori.
Oggi c'e molta attenzione all'ambiente di lavoro di un carrozziere.
Aspiratori e sistemi dl sicurezza sono molto ben curati. Per questo l'officina è sempre più asettica. Per un lavoro che resta un'arte.
Un consiglio? Quando portate la macchina dal carrozziere, restate lì a vedere. Nel prezzo è compreso anche lo spettacolo.
L'ufficio di un carrozziere è una scatola magica. Già ufficio, e non officina. Perchè ormai le norme della legge 82 impongono pulizia e ordine. Il carrozziere è un mago. Nonostante la tecnologia sempre più presente nella gestione delle vetture a tutti i livelli, la sua "prestazione" rimane ancora basata sulla manualità, sull'estro, sulla bravura. Certo, tanta tecnologia anche qui.
Ma per raddrizzare una lamiera, non c'è niente da fare: martello e arte.
Seguire un carrozziere al lavoro è affascinante. Faticoso per lui, come tutti i giorni; ma interessante, ammaliante per te.
Non c'è niente da fare: portare una vettura sfasciata dal carrozziere e vedersela consegnata come nuova qualche giorno dopo resta una bella magia. Qual è il cliente che non vorrebbe vedere cosa succede in quel frattempo? Qual è l'automobilista che non starebbe lì volentieri a vedere la trasformazione? Difficile, ovviamente, per ragioni di tempo. E così, quando porti la tua macchina incidentata dal carrozziere, e la ritiri fiammante, resti sempre un po' così. Macchine accartocciate, sfondate, sventrate, storte, accartocciate, ribaltate, schiacciate che rivivono. Uno degli elementi fondamentali della scatola magica è la famosa Dima, vale a dire il ponte su cui viene rimesso in sesto il telaio. Che, come è noto, deve essere equilibrato e in asse.
Sulla dima vengono controllati i punti di riferimento della vettura: i punti uguali e contrapposti (attacchi del telalo, etc...) devono risultare equidistanti ed equllbrati nelle distanze. Dove c'è lo scompenso, si interviene "tirando". La Dima meccanica, nella quale si controlla il tutto tramite sistemi meccanici e manuali, sta per essere sostituita dalla Dima etettronica, che visualizza il tutto tramite monitor. E' un lavoro di grande precisione, perchè non riguarda tanto l'estetica della vettura quanto la sua efficienza. Dopo un incidente stradale il responso della Dima è fondamentale per capire sino a che punto (se il telaio è stato interessato) la macchina
può tornare a vivere. Colpi laterali, frontali o posteriori possono causare danni al telalo che poi si ripercuotono in una dannosa usura di tutte le altre componenti. Viaggiare con il telaio storto vuol dire usurare le gomme in maniera irregolare, sforzare gli elementi cinetici, consumare le sospensioni e lo sterzo senza equilibrio e soprattutto avere uno sbilanciamento della vettura che può diventare pericolosa in frenata e in curva. Per questo il carrozziere è un po' il medico della vettura.